Le tartarughe Caretta caretta

Caretta caretta
La tartaruga Caretta Caretta è una delle tre specie di tartarughe ancora presenti nel Mediterraneo ed è possibile vederla a Zante poiché depone le uova sulle spiagge del golfo di Laganas.
Queste tartarughe di mare possono raggiunge dimensioni dove: la più grande pesa 140 Kg ed misura circa 120 cm, mentre la più piccola è di 80 cm.
Grazie alle grandi pinne anteriori e a quelle posteriori rigide possono raggiungere i trenta
chilometri orari e proteggersi in questo modo da eventuali pericoli.
La Caretta Caretta è molto particolare perchè torna a deporre le uova sulla stessa spiaggia su cui è nata ed è quindi di assoluta importanza preservare le condizioni per la sopravvivenza dei nidi altrimenti si rischia l'estinzione della specie.
Per questo le spiagge dove vengono deposte le uova sono protette e poco accessibili dai turisti, anche se a volte l'accesso è permesso ma con delle restrizioni.
Il periodo di nidificazione va da Giugno ad Agosto, mesi in cui le femmine risalgono la spiaggia per deporre.
Quando sono sulla terraferma diventano vulnerabili poiché si muovono molto lentamente e, al contrario delle tartarughe di terra, non hanno la capacità di ritrarsi nel guscio per proteggersi. La femmina di tartaruga sonda il terreno controllando la distanza dal mare, la temperatura e la qualità della sabbia per scegliere il luogo più adatto per deporre.

Una volta scelto il punto scava con le pinne una buca di circa 50 cm di profondità e vi depone le uova.
La nidiata contiene centoventi uova circa e quelle che si schiudono (60%) impiegano 50 giorni. I piccoli una volta usciti si dirigono verso il mare seguendo l'orizzonte e la luce della luna riflessa dall'acqua ma solo una piccola parte sopravvive a causa degli impedimenti presenti in alcune spiagge.
Raggiunta l'acqua i rischi non sono finiti e solo una su mille diventa adulta.
Ricordo che questa specie è in estinzione e quindi ne è poibita assolutamente la vendita.

Un saluto da Stefano.

Costruire il proprio laghetto

La prima cosa da fare è scegliere se utilizzare un bacino preformato oppure un telo per laghetti;
  • il passo successivo e quello di tracciare sul terreno la sagoma scelta;
  • a questo punto si può iniziare lo scavo.
  • posizionare il bacino preformato è sicuramente più agevole rispetto alla stesura del telo, durante la quale fa prestata molta attenzione: il telo va distribuito uniformemente evitando le pieghe che possono provocare una precoce usura e la foratura;
  • per poter procedere con il riempimento del fondo interno del bacino sabbia e ghiaia il telo va fissato sui bordi con delle pietre di fiume;
  • si può ora procedere con la sistemazione del filtro.
  • dopo 4-5 giorni si possono tagliare i bordi in eccesso del telo, lasciandone almeno 15 cm che possono essere ricoperti con sassi ecc;
  • a questo punto si possono posizionare anche le piante;
  • dopo 15-20 giorni si possono inserire i pesci di specie tranquille, è consigliabile allevare altre specie facilmente riproducibili nel laghetto e appetibili dalle tartarughe. Questi pesci insieme ad altri animaletti costituiranno un’integrazione importante alla dieta delle tartarughe;
  • osservare l'illuminazione: le tartarughe sceglieranno le zone più soleggiate per la deposizione, pertanto conviene posizionare lì un tronco;
  • a questo punto sarà necessario disporre una recinzione per impedire la fuga degli animali: è consigliabile utilizzare una rete alta non meno di un metro di cui 20 cm andranno interrati e mentre dei restanti 60 cm i 20 apicali andranno ripiegati verso l’interno;
  • Finalmente si possono inserire nel laghetto le nostre tartarughe.

Le tartarughe davanti alla legge




La Trachemys scripta scripta non e' in nessuna legge o decreto ministeriale ed e' dunque di libera vendita, eventuali ibridi con Trachemys scripta elegans sono in qualche allegato CITIES.



Il mercato della Trachemys scripta elegans risulta controllato solo in ambito della Comunità Europea.
Dal gennaio 1998 è vietata l' importazione all' interno della CEE
poichè, con il suo frequente abbandono nei nostri habitat, costituisce pericolo e minaccia per flora e fauna locale. Esemplari detenuti prima di tale data andavano a loro tempo denunciati alla forestale entro un limite di scadenza. E' possibile, tramite opportuna compilazione del registro di detenzione, denunciare eventuali nascite di esemplari in cattività (da genitori anch' essi denunciati), presso la forestale che provvede al rilascio dei documenti dando la possibilita' di commerciaretali esemplari muniti di relativi documenti.

La Sternotherus odoratus non e' in nessuna legge o decreto ministeriale. Non e' considerata specie a rischio.



La Pseudemys nelsoni non è inserita in nessun allegato CITES, ne nella Convenzione di Berna,
quindi può essere commercializzata nella Comunità Europea.






La Pelomedusa subrufa e' inserita in Appendice III della CITES solo per il Ghana. E' dunque di libera vendita e solo esemplari provenienti da tale paese devono essere accompagnati da certificato CITES. Tuttavia, vista la buona popolarità e diffusione di questa specie, in commercio e' possibile trovare esclusivamente esemplari riprodotti in cattività.


La Ocadia sinensis non è inserita in nessun allegato CITES, quindi può essere commercializzata nella Comunità Europea. Risulta però inserita nel "IUCN Red List Status" e quindi protetta e monitorata periodicamente soprattutto perché, cosi come tutte le altre tartarughe asiatiche, è continuamente sottoposta a prelievi per scopi alimentari e per i mercati della terraristica europea e nordamericana.

La Geoclemys hamiltonii è compresa nella Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.) in
Appendice I ed è anche sotto il controllo dell’Endangered Species Act.
È a rischio estinzione e per questo motivo sono stati avviati molti programmi di riproduzione e salvaguardia di questa specie, da parte di zoo associazioni naturaliste.



La Emys orbicularis è compresa nella Convenzione di Berna, che ne vieta la detenzione e la vendita.




La Clemmys guttata non è inserita in nessun allegato CITES, quindi
può essere commercializzata nella Comunità Europea.
Risulta però inserita nel “IUCN Red List Status” dal 1996 e quindi protetta e monitorata dai diversi stati nordamericani dove si trovano i suoi habitat naturali.



La Chelus fimbriatus non è inserita in nessuna normativa di protezione, pertanto è di libera
vendita e non soggetta a certificazione
CITES. La specie non risulta essere minacciata.

Come nutrire la propria tartaruga d'acqua

il nutrimento della tartaruga è un elemento che spesso viene trascurato ma ora cercherò di chiarire un po' di punti:
  1. La dieta deve essere molto varia e ricca di sostanze nutritive per il guscio della tartaruga stessa.
  2. Oltre che ai normali mangimi acquistabili in negozio è consigliato integrare il pasto con vegetali, pesce e, in minima dose, gamberetti essiccati(ne vanno pazze).
  3. Non farsi ingannare dall'irrequietezza della propria tartaruga, quindi non bisogna nutrirla in modo eccessivo.
  4. Dare da mangiare 2 volte al giorno circa (negli individui più piccoli), negli individui più grandi anche meno.
  5. Se le vostre tartarughe sono all'aperto provvederanno a nutrirsi di insetti, quindi non impedirlo (bisogna dare comunque sempre anche il cibo sopraelencato).
  6. Carne e pesce sono accettati ma solo in dosi limitate (non più grandi della testa della tartaruga).

Spero di esservi stato utile e di avervi chiarito la situazione. Alla prossima!

Come distinguere il sesso di una tartaruga acquatica

Il maschio presenta una coda più lunga della femmina, delle unghie molto lunghe e il piastrone di forma concava per facilitare l'accoppiamento a differenza della femmina che ha la coda più corta, le unghie meno lunghe ed il piastrone piatto per contenere più uova.
Inoltre il maschio cresce meno della femmina e solitamente le placche anali formano un'angolo ottuso mentre nelle femmine un'angolo retto.

Liberata in mare una tartaruga caretta-caretta 24/04/09


È stata liberata a circa due miglia e mezzo dalla costa molfettese, con una profondità del fondale di oltre trenta metri, un tartaruga marina appartenente alla specie “Caretta Caretta”, la più diffusa nel Mediterraneo. L’esemplare, un maschio di 25 anni, del peso di 35 kg, con 65 cm di carapace, è stato rinvenuto impigliato nelle reti a strascico, con. Dopo essere stata operata dal prof. Antonio Raffaele Di Bello, della facoltà di veterinaria dell’università di Bari, è stata trasportata presso il Centro di Recupero Tartarughe Wwf di Molfetta, ubicato presso alcuni locali della scuola elementare “G. Cozzoli”. Dopo la degenza presso il centro, la tartaruga, alla quale è stata apposta una targhetta di identificazione, è stata trasportata a bordo della motovedetta della Guardia Costiera CP2102, al comando del maresciallo Salvatore Binetti per essere liberata. Il responsabile del centro, Pasquale Salvemini, ha ringraziato gli uomini della Guardia Costiera ed in particolare il comandante, C.F. Antonio Cuocci, al quale ha consegnato un attestato di gratitudine da parte del WWF Italia per la disponibilità dimostrata e l’impegno profuso per la salvaguardia delle tartarughe marine.

Sequestro Centro Carapax di Massa Marittima

Carapax, iniziate procedure di sequestro 17/04/2009 - Sono iniziate le operazioni di sequestro del centro Carapax, a Massa Marittima.

La struttura ospita centinaia di tartarughe rientranti nel progetto europeo ''Medspa'' per la protezione, la salvaguardia, l'allevamento e il reimpatrio di questi animali. Al progetto aderisce anche la Regione Toscana che, attraverso una convenzione, aveva affidato la struttura alla Fondazione Rana International Belgio, di cui il Carapax e' emanazione. Un contenzioso aperto circa dieci anni fa dalla Giunta Toscana nei confronti della Fondazione, ritenuta responsabile di non aver mantenuto fede agli impegni presi sul recupero strutturale di alcuni edifici, ha portato ad un provvedimento di sequestro emesso nel marzo scorso dal Tribunale di Grosseto in attesa dell'udienza del processo fissata per gennaio 2010. All'interno del Carapx, oltre a centinaia di tartarughe originarie di ogni parte del mondo, ci sono anche animali rari e pericolosi, due caimani, un varano, tartarughe azzannatrici e tartarughe alligatore, che non avrebbero potuto essere custoditi perche' manca il permesso che deve rilasciare la Prefettura: questi esemplari, dal giugno 2007, dopo un controllo del Corpo forestale dello Stato, si trovano sotto sequestro. ''Gli animali non subiranno alcun disagio e non saranno loro a dover abbandonare il centro - spiega la Regione - bensi' i responsabili del centro stesso sui quali pende anche un'indagine penale in merito a presunti reati ambientali''.

Varie specie di tartarughe acquatiche

Chelus fimbriatus
Clemmys guttata
Emys orbicularis
Geoclemys hamiltonii
Ocadia sinensis
Pelomedusa subrufa
Pseudemys nelsoni
Sternotherus carinatus
Sternotherus odoratus
Trachemys sripta elegans
Trachemys scripta scripta

Le malattie più frequenti

Carenza di vitamina A
Dovuta ad una scorretta alimentazione.
Il sintomo principale è rappresentato da una tumefazione delle palpebre, otite, problemi di pelle ma anche lesioni negli organi interni e respiratori.
L'ipovitaminosi A può predisporre alla rinite (infezione delle prime vie respiratorie).La somministrazione di vitamina A deve essere eseguita arricchendo la dieta con alimenti che ne contengono la vitamina.

MALATTIE OCULARI
Occhi gonfi
Gli occhi gonfi sono spesso dovuti ad una infezione batterica perche' il riciclo dell' acqua e' scarso o non c'e' un adeguato sistema di filtraggio.
Congiuntivite

MALATTIE DELLA CORAZZA
Rammollimento del carapace
Lesioni e piaghe
Sono causate da sfregamenti continui. Col passare del tempo degenerano in infezioni. E' necessario eliminare sassi o cio' che produce le piaghe.
Fratture
Sono causate da cadute.
Infezioni micotiche, squamosi
Si presentano come macchie rosse sul piastrone(parte sotto) o macchie bianche sul carapace(parte sopra), dovute ad una proliferazione batterica.
Decolorazione
Dovuta alla presenza di cloro nell' acqua particolarmente elevata, si deve intervenire utilizzando per l' acquaterrario dell' acqua declorata lasciandola riposare per un po di tempo, evitando i decloranti chimici.

MALATTIE DELLA PELLE
Micosi
Si manifestano come macchie bianche sulle zampe, cosce e parti molli in generale.
Pelle arrossata e ferite
Come per le micosi anche per la pelle arrossata le cause piu' probabili sono infezioni batteriche che possono causare anche ascessi o fungi sulla pelle.
Ascessi
Sono causati da carenze vitaminiche o locali infezioni. Si manifestano come pallini bianchi di pus.

MALATTIE RESPIRATORIE
Raffreddore
Questo puo' succedere perche' la temperatura dell' acquario e' bassa o sono sottoposte a correnti d'aria. Per curarle basta alzare la temperatura dell' acquario (tra i 26 e 29 gradi e consigliate) e isolarle da ogni corrente se non disponete del coperchio dell' acquario.
Polmonite
E' una degenerazione del raffreddore che se non curato in tempo puo' portare alla morte della tartarughina. E' possibile riconoscere entrambe le malattie poiche' sono accompagnate da inappetenza, scolo nasale, lacrime e affanno. Inoltre la vostra tartarughina iniziera' a nuotare storta su un fianco. Si cura come il raffreddore

Trachemys scripta scripta

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Sono tartarughe che riescono ad adattarsi molto bene ai nostri climi ed e' possibile allevarle all' aperto tutto l' anno se in modo adeguato, escludendo le zone montane più fredde. E' necessario costruire un laghetto con una profondità di almeno 1 metro. Deve essere dotato di una ampia zona di sabbia e terriccio opportunamente inumidita per una eventuale deposizione delle uova. E' importante che sia in una posizione soleggiata tutto il giorno ma al tempo stesso e' necessario creare delle zone d' ombra per la corretta termoregolazione della tartaruga secondo le sue esigenze e necessità. Per evitare eventuali fughe e' bene che tutto il perimetro del laghetto sia recintato. E' comunque possibile mantenerle in casa in un acquario di dimensioni minime pari a 100 cm x 50 cm considerando una tartaruga adulta. Il livello dell' acqua deve permettere alla tartaruga di respirare tenendo le zampe posteriori ancorate a terra. Considerando che sono ottime nuotatrici e' possibile innalzare il livello dell' acqua fornendo però degli appigli o delle zone di sosta meno profonde. Sono consigliate per le Trachemys scripta scripta temperature dell' acqua comprese tra i 23 e i 27 gradi centigradi ma mai al di sotto di 20 gradi. Gli individui adulti sopportano temperature più basse più facilmente di individui giovani che invece soffrono molto gli abbassamenti di temperatura. E' necessario dotare l' acquaterrario di un area emersa e una superficie estesa. L' area emersa deve essere dotata di un neon UVB acceso dalle 10 alle 12 ore.
Per riscaldare l'acqua si può comprare un termoriscaldatore da tenere sommerso o una luce spot che riscaldi l'ambiente.